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La LeonPresepi ha partecipato al

XL Convegno Nazionale
Taranto, 23-27 settembre 2009
 

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Francesco Aiello PDF Stampa E-mail
Scritto da LeonPresepi   

Note biografiche
Francesco Aiello è nato a Cosenza nel 1973, appartiene all’Ordine Francescano Secolare, vive ed opera in questa città, fa parte della Parrocchia S. Francesco Nuovo dove ogni anno insieme ad un gruppo di ragazzi realizza un artistico presepio.
Il suo amore per il presepio è “antico” fin da quando, cioè bambino, aiutava la madre ad allestire il suo presepe. L’amore per il presepe ha, in Francesco Aiello, quindi radici antiche, di carattere familiare. L’attitudine alle attività manuali, la consuetudine ad allestire il presepe “domestico” ogni anno per la sua famiglia e, a volte, per qualche amico e poi via via, per chiese, lo hanno portato ad una disinvoltura e agevole progettazione di scenografie presepiali sia di ambientazione orientali sia di tipo popolare. La struttura, l’ideazione dei particolari scenografici i dettagli più minuti manifestano originalità, pazienza e tenace. Oltre alla scenografia realizza pure i pastori utilizzando la terracotta e le stoffe colorate. Volti, mani e piedi sono modellati a mano, gli abiti sono tipicamente palestinesi, ma alcuni richiamano i costumi dei contadini calabresi.
Francesco vive il presepe e per il presepe per molti mesi dell’anno: ne progetta e realizza per amici, per le mostre ma, soprattutto, per il Natale della sua parrocchia. La perfezione della realizzazione, la patina di antico e di vissuto, gli accessori realizzati a mano e sapientemente collocati rendono le sue creazioni, uniche in senso assoluto e donano a chi le contempla momenti indimenticabili.
E artista affermato dell’arte presepiale e scultore di pastori.
Ha esposto in mostre personali, partecipando a mostre collettive e concorsi, vincendo premi importanti in molte città italiane, ma anche superando i confini nazionali. Da circa 6 anni rappresenta la Calabria alla prestigiosa Rassegna Internazionale di Arte Presepiale che si svolge nell’ Arena di Verona, e nel 2007 alla Mostra Internazionale dedicata a Giovanni Paolo II che si è svolta a Lublino, in Polonia. Ha vinto per due anni consecutivi (2004-2005) la Medaglia d’oro alla Rassegna Internazionale del Presepio, organizzata dall’Associazione Italiana Amici del Presepio sez. di Verona. Nel 2008 ha vinto il primo premio alla Rassegna Internazionale del XX Concorso del Presepe San Pietro Patti (ME) con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica “Medaglia d’oro”, più un riconoscimento del Presidente della Regione Sicilia.

Info
http://presepifrancescoaiello.blogspot.com
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Natale in una famiglia calabrese
La scena natalizia si apre all’interno di una casa dove due anziani aspettano la nascita del Bambino Gesù come si faceva tanti anni fa: il marito rallegra l'atmosfera suonando la fisarmonica e con il canto, mentre la nonnina si dedica a lavorare la lana.
L'elemento che catalizza l'attenzione dei due coniugi è la teca che racchiude il piccolo presepe posto sul tavolino. Si noti il particolare delle fotografie degli avi appesi alla parete.
Una caratteristica delle creazioni di Francesco Aiello è la presenza del presepe inserito nel presepe.
In questa opera occorre sottolineare la grande perizia nei particolari. Partendo dalla destra soffermiamoci sull'angolo in cui è posizionata la "piattaia", un mobile che nel passato conteneva appunto le stoviglie e i piatti.
Qui possiamo vedere i piatti decorati, i diversi "zzuli", ovvero le anfore che servivano per contenere l'acqua o il vino, l'oliera, i pomodorini a grappoli appesi vicino al mazzetto di origano. Dal soffitto pendono i tipici salumi calabresi, il "capicollo", la salsiccia.
Osserviamo quindi gli oggetti presenti sul mobile vicino al vecchietto. Ci sono il pane fresco appena tagliato, i salumi con vicino il coltello, l'anfora dell'acqua e, nella coppa decorata, ci sono i tradizionali "turdilli", dolci natalizi calabresi fatti con miele e cannella.
Nel mobile sono poi conservate diverse forme di formaggio stagionato, ed è molto simpatico notare, nella scansia in basso, il topolino che rosicchia il formaggio.
Passando nella parte sinistra, vediamo l'angolo del caminetto con gli attrezzi utili a rintuzzare il fuoco e sul muretto l'immagine della Madonna e altre foto di parenti lontani, magari emigrati in America, dei quali però si conserva sempre il ricordo.
La parete è ricoperta di mattonelle decorate una ad una, e lì dove il muro è ancora rustico sono appesi i peperoncini, una cesta e il "crivu", un grosso setaccio per dividere la farina dalla crusca. I pastori sono in terracotta modellati a mano e vestiti con stoffe colorate realizzate dallo stesso autore. Opera poetica, realizzata in modo splendido.


 
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